Expedit#1

Dò il via ad una “nuova rubrica”, il cui titolo richiama per converso l’ingiunzione di Pio IX ai cattolici nel 1868. Intendo provare a seguire la vicenda riassumibile dal binomio/slogan “cattolici e politica”. Benché già solo questo abbinamento risulti noioso… Ma non so come altrimenti farvi riferimento.

Primo contributo, il “manifesto” di quattro vecchiardi del marxismo italiano. In concerto con BXVI. Ma non pensiate si tratti di cattocomunismo banale.

 

sulla morte dell’intollerante

Noi non andiamo mai alla guerra: non perché temiamo la morte (al contrario, benediciamo il momento che ci unisce all’Essere degli Esseri), ma perché non siamo né lupi né tigri né mastini, ma uomini e cristiani. Il nostro Dio, che ci ha ordinato di amare i nostri nemici e di soffrire in silenzio, non vuole certo che noi attraversiamo il mare per andare a massacrare i nostri fratelli, solo perché degli assassini vestiti di rosso con un berretto alto due piedi arruolano dei Cittadini facendo fracasso con due bastoncini sopra una pelle d’asino ben tesa; e quando, dopo una battaglia vittoriosa, tutta Londra brilla di luminarie, il cielo è infiammato dai razzi  e l’aria risuona del frastuono delle azioni di grazie, noi piangiamo in silenzio su quegli omicidi che sono causa di pubblica allegrezza” .

(sono parole di un Quacchero, Higginson, in Voltaire, “Lettres philosophiques”, 1733, fine della I lettera, vers. Alatri, con correzioni – postato da E. P. nell’ambito della Mailing-List “sullasoglia”).

sul nucleare # 1

I referendum del prossimo giugno sono ancora una volta una buona occasione. Prima di tutto per approfondire alcuni temi e, a margine, per approfondire il concetto di democrazia partecipativa.

Mi limito a segnalare un contributo significativo a proposito del tema del nucleare. Si trova in questo blog.

Lo ritengo significativo per il metodo con cui è affrontato il tema. Di esso vorrei fare un’analisi (o persino un’imitazione) più precisa, ma per ora mi colpisce questo: l’assoluta e precisa intenzione di affrontare una questione razionalmente.